Carbon footprint
 

Il Settore Depurazione di ATS, ha iniziato una campagna di rilevazione con la consulenza tecnico scientifica dell’Università Politecnica delle Marche dell’impronta di carbonio, la cosiddetta “carbon footprint”, degli impianti di depurazione al fine di valutare il miglioramento dell’impatto ambientale complessivamente associato al servizio, anche in osservanza alla Delibera 917/2017 di ARERA (Regolazione della Qualità Tecnica).
Il calcolo delle emissioni viene effettuato su 12 impianti con una potenzialità totale di 367.800 a.e., rappresentativi dell’89% del servizio. La rilevazione prevede la comparazione dei dati da letteratura con quanto rilevato sul campo in termini di CO2 equivalenti, secondo la norma UNI EN ISO 14064-1, analizzando emissioni dirette, indirette e altri tipi di emissioni (rifiuti generati, consumo reagenti chimici, trasporto, ecc…). I dati ottenuti e le risultanze dello studio saranno base di partenza per un monitoraggio continuo di tali aspetti, verifica degli indici specifici, implementazione di logiche ecofriendly per migliorare tali indici.
Proseguendo nella logica della valutazione dell’impatto ambientale sono state pianificate attività di rilevazione e misura della concentrazione degli odori e dell’impatto olfattivo che lo stesso provoca sul territorio circostante; tutto ciò è stato condotto mediante la metodologia dell’olfattometria dinamica considerata l’unica metodica a livello internazionale per la misurazione della concentrazione di odore e della modellistica di dispersione. Tale monitoraggio è stato condotto presso gli impianti di Castelfranco Veneto (Salvatronda e Borgo Padova), Mussolente, Montebelluna, Paese, Carbonera, Treviso, Giavera del Montello e Sernaglia della Battaglia.